I pericoli del gelo

Una delle domande che più spesso si pongono gli italiani che vanno d’inverno in Russia è come attrezzarsi per il freddo e a cosa stare attenti. Effettivamente l’inverno a San Pietroburgo è lungo e molto rigido, con punte di -20, nevicate e ghiaccio. Partendo dagli aspetti più banali, è consigliabile portare con sè guanti, calzini di lana e/o scarpe imbottite e soprattutto coprirsi il capo. Ogni russo vi dirà come sia importante non lasciare scoperto alcun punto del proprio corpo, che potrebbe rivelarsi come canale di dispersione del calore corporeo. Sia per i maschietti che per le femminucce, è bene tutelare la zona del basso ventre con calzamaglie e simili, onde evitare problemi prostatici ai primi e alle ovaie alle seconde. Per cui state attenti a sedervi su lastroni di ghiaccio o su superfici fredde per lungo tempo. Se vi trovate in strada a bassissime temperature, cercate di non stare quasi mai fermi, ma muovetevi sempre, e ogni venti minuti concedetevi una sosta in un qualsiasi produktovy (alimentare) o cafè per scaldarvi un attimo. State attentissimi al ghiaccio che si forma sui marciapiedi: a scivolare e cadere ci si impiega un attimo, difatti i pronto soccorso d’inverno pullulano di persone con traumi da cadute. Spesso alcune vie diventano vere e proprie superfici ghiacciate, in questo caso non dovete camminare, ma “scivolare” alternando il passo come se steste pattinando. Osservate come fanno i locali. Un’altra cosa che contraddistingue l’inverno a Piter sono i “sosul’ki”, vere e proprie stalattiti di ghiaccio che pendono dalle grondaie e dai tetti degli edifici. Alcuni di questi vengono a pesare anche decine di chili per una lunghezza di 1-2 metri. Meglio quindi buttare un occhio sopra alla propria testa quando si passa sotto a certi edifici e in certi cortili. Spesso sulle pareti vengono affissi avvisi che invitano a fare attenzione o a passare alla larga (Внимание! Опасная зона!). Senza essere allarmisti, ogni inverno qualche decina di pietroburghesi passa a miglior vita a causa dei sosul’ki. Di frequente è possibile osservare squadre di manutentori dedicati all’opera di rimozione dei sosul’ki, cosa abbastanza spettacolare.