Le notti bianche a San Pietroburgo

San Pietroburgo è una città che affascina ed ammalia i suoi visitatori non solo per la sua bellezza, ma anche per lo spettacolo unico che presenta nel periodo d’inizio estate, quando cominciano le notti bianche. Per la sua posizione settentrionale, vi è una notevole divaricazione del rapporto giorno-notte durante le diverse stagioni dell’anno: se d’inverno le giornate sono molto corte e ci si sveglia quando ancora non c’è luce, d’estate la cosa s’inverte. Nei momenti di picco vi è luce fino a tardissimo, dando la sensazione che le giornate non finiscano mai. Ci si può facilmente ritrovare a camminare con gli occhiali da sole alle 11 di sera. Si ha la sensazione che i pomeriggi siano infiniti, quando invece ci si avvicina alla mezzanotte. Il nostro corpo avverte questo cambiamento di ritmo, incitandoci a non andare a letto in orario normale ma anzi a proseguire l’attività diurna. La fama delle notti bianche è guadagnata a San Pietroburgo per il magico spettacolo che la città offre di notte con i ponti alzati, la maestosità del lungo Neva e delle cattedrali che si stagliano sul cielo arancio-violetto. Continua a leggere

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La rissa, ovvero sono russo e non mi tiro indietro

Molto spesso, girando su youtube o sulla rete, capita di imbattersi in video di inaudita violenza, protagonisti i quali sovente risultano essere i russi. I fatti ripresi accadono per strada, nei  locali, ma anche nei talk show televisivi o durante i matrimoni. Lo spirito russo, per chi non lo sapesse, racchiude caratteristiche quali il coraggio, l’onore, l’istintività, che spessissimo prevalgono sul raziocinio e sul buon senso. Se a tutto ciò si aggiunge la particolare inclinazione di questo popolo ad alzare il gomito, il gioco è fatto. Chi vive in Russia avrà visto almeno una volta qualche gruppo di “pazani” (in milanese “zanza o maranza”, al sud “guaglione” o in romanesco “borgataro”) darsele di santa ragione in un cortile o davanti a una panchina su una “tropinka” (giardinetto), davanti a una distesa di lattine e bottiglie vuote precedentemente scolate. La cosa che subito balza all’occhio è il completo sprezzo del pericolo e la mancanza totale di valutazione delle conseguenze di tali atti: i russi si gettano l’uno sull’altro, si tirano bottigliate e reagiscono a provocazioni senza particolari remore. Ciò accade tra giovani come tra persone adulte, tra “pazani” e anche tra gente di ceto elevato o personaggi famosi. Insomma con i russi non si scherza! Continua a leggere

I pericoli del gelo

Una delle domande che più spesso si pongono gli italiani che vanno d’inverno in Russia è come attrezzarsi per il freddo e a cosa stare attenti. Effettivamente l’inverno a San Pietroburgo è lungo e molto rigido, con punte di -20, nevicate e ghiaccio. Partendo dagli aspetti più banali, è consigliabile portare con sè guanti, calzini di lana e/o scarpe imbottite e soprattutto coprirsi il capo. Ogni russo vi dirà come sia importante non lasciare scoperto alcun punto del proprio corpo, che potrebbe rivelarsi come canale di dispersione del calore corporeo. Sia per i maschietti che per le femminucce, è bene tutelare la zona del basso ventre con calzamaglie e simili, onde evitare problemi prostatici ai primi e alle ovaie alle seconde. Per cui state attenti a sedervi su lastroni di ghiaccio o su superfici fredde per lungo tempo. Se vi trovate in strada a bassissime temperature, cercate di non stare quasi mai fermi, ma muovetevi sempre, e ogni venti minuti concedetevi una sosta in un qualsiasi produktovy (alimentare) o cafè per scaldarvi un attimo. State attentissimi al ghiaccio che si forma sui marciapiedi: a scivolare e cadere ci si impiega un attimo, difatti i pronto soccorso d’inverno pullulano di persone con traumi da cadute. Spesso alcune vie diventano vere e proprie superfici ghiacciate, in questo caso non dovete camminare, ma “scivolare” alternando il passo come se steste pattinando. Osservate come fanno i locali. Un’altra cosa che contraddistingue l’inverno a Piter sono i “sosul’ki”, vere e proprie stalattiti di ghiaccio che pendono dalle grondaie e dai tetti degli edifici. Alcuni di questi vengono a pesare anche decine di chili per una lunghezza di 1-2 metri. Meglio quindi buttare un occhio sopra alla propria testa quando si passa sotto a certi edifici e in certi cortili. Spesso sulle pareti vengono affissi avvisi che invitano a fare attenzione o a passare alla larga (Внимание! Опасная зона!). Senza essere allarmisti, ogni inverno qualche decina di pietroburghesi passa a miglior vita a causa dei sosul’ki. Di frequente è possibile osservare squadre di manutentori dedicati all’opera di rimozione dei sosul’ki, cosa abbastanza spettacolare.