Sale da ballo

Per chi non lo sapesse, in Unione Sovietica non esisteva il concetto di discoteca. C’erano quelle che si possono tradurre come “sale da ballo”, ovvero rozzi locali sprovvisti
di scenografia, nei quali vi era semplicemente un bancone, una limitatissima scelta di bevande (vodka, birra, champagne russo), inservienti scontrose, servizi igienici approssimativi
e dj improvvisati. Luoghi di divertimento assolutamente artigianali, spesso a ingresso gratuito o a un costo simbolico, ma dove era possibile divertirsi in maniera semplice e senza pretese.
Oggi in Russia vi sono discoteche che non hanno nulla da invidiare a quelle occidentali, anzi. Tuttavia, la sala da ballo è un esercizio sovieticamente esotico, che può interessare i nostalgici
e gli amanti del genere. Trovarle è diventato purtroppo non facile, sono locali che non hanno un sito web, che non fanno pubblicità, e che anche dalla strada agli occhi di un occidentale
non sono riconducibili a un luogo dove si va a ballare, ma somigliano di più a una casa del popolo. Ve ne è una di fronte alla metro Petrogradskaya, con una insegna rozzissima in russo
con scritto Dvorez Molodezhi, si entra e si sale con un ascensore. In Vasilevski Ostrov, all’interno dello storico edificio di sovietica memoria Dvorez Kulturi Imeni Kirova, il sabato c’è
la serata “per coloro che sono oltre i 30”, che in realtà si traduce in una clientela di età adulta a maggioranza femminile.

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